Sicurezza Informatica

Analisi DNS

Esercitazione guidata di ricognizione passiva OSINT con Google Chrome: audit DNS con Google Admin Toolbox, security headers e certificati digitali.

Obiettivi dell Esercitazione e Target di Riferimento

Tag: Esercitazione Pratica   |   Tag: Metodologia OSINT

Questa esercitazione guida la classe nell esecuzione di una ricognizione passiva completa su infrastrutture reali ad alta esposizione. L intero flusso operativo viene svolto unicamente mediante il browser Google Chrome, sfruttando endpoint web pubblici per non generare traffico di scansione anomalo o identificabile dai sistemi di difesa del target.

Ruolo Target Dominio Esempio Finalità Didattica Specifica
Target Primario (Enterprise/PA) poste.it Analisi di un perimetro protetto da CDN globale (Akamai), policy SPF restrittive e controlli antifrode bancari.
Target di Confronto (Istruzione) istruzione.it oppure miur.gov.it Confronto su configurazioni DNS pubbliche e rilevamento di banner applicativi eterogenei nella PA.
Target Sandbox (Audit) Dominio del proprio istituto scolastico Applicazione delle metriche di verifica sulla propria infrastruttura per compilare la scheda di valutazione finale.
Regola di ingaggio: È severamente vietato utilizzare scanner automatici (Nmap, Nikto, Gobuster) o script di forza bruta. Tutte le informazioni devono provenire esclusivamente da query DNS pubbliche, interrogazioni di certificati emessi e navigazione ordinaria in Chrome.

Task 1: Audit DNS con Google Admin Toolbox (Dig Web)

Tag: Google Admin Toolbox   |   Tag: DNS Records

Google Admin Toolbox (Dig) è l utility web ufficiale di Google che esegue interrogazioni verso i server DNS pubblici 8.8.8.8 e 8.8.4.4. L interrogazione non tocca i nameserver autoritativi del target ma legge le risposte distribuite nella cache globale, garantendo anonimato passivo.

Istruzioni passo-passo:

  1. Aprire una nuova scheda in Google Chrome e navigare su: https://toolbox.googleapps.com/apps/dig/.
  2. Nel campo di testo Name digitare il dominio target: poste.it.
  3. Eseguire le interrogazioni selettive cliccando sui pulsanti dei record specifici e raccogliere i dati richiesti.
Pulsante Record Cosa chiedere allo studente Elemento di analisi atteso
A A quali indirizzi IP risponde il dominio principale? Gli IP appartengono all azienda o a un fornitore CDN? Indirizzi di nodi CDN (es. Akamai) che dimostrano l interposizione di un reverse proxy.
MX Quali sono i server di posta primari e di backup? Qual è la loro priorità numerica? Nomi FQDN dei gateway perimetrali di posta elettronica.
TXT Individuare la stringa che inizia per v=spf1. Qual è il qualificatore finale (~all oppure -all)? Presenza della policy SPF con -all (HardFail) per bloccare mittenti non autorizzati.
TXT (con prefisso) Nel campo Name inserire _dmarc.poste.it e cliccare su TXT. Qual è il valore del tag p=? Verifica della direttiva p=reject o p=quarantine per l enforcement anti-phishing.

Esempio di output grezzo restituito dalla schermata di Google Admin Toolbox per il record TXT di SPF:

poste.it.  300  IN  TXT  "v=spf1 ip4:217.175.53.0/24 ip4:194.243.146.0/24 include:_spf.google.com -all"
Convalida Task 1: Lo studente ha completato l esercizio se ha identificato il blocco IP autorizzato e ha motivato per iscritto perché il flag -all protegge il dominio dal phishing rispetto a ~all (SoftFail).

Task 2: Fingerprinting e Security Headers con Chrome DevTools

Tag: Chrome DevTools   |   Tag: Response Headers

I server web rilasciano metadati tecnici all interno degli header di risposta HTTP. In questa fase lo studente esamina come il server gestisce la sicurezza del canale di comunicazione e delle sessioni browser.

Istruzioni passo-passo:

  1. In Google Chrome, aprire gli strumenti di sviluppo premendo F12 o combinazione Ctrl + Shift + I.
  2. Accedere alla scheda Network e spuntare la casella Disable cache.
  3. Attivare il filtro rapido Doc per escludere immagini, script e fogli di stile.
  4. Digitare https://www.poste.it nella barra degli indirizzi e premere Invio.
  5. Cliccare sul primo elemento caricato nell elenco (la richiesta principale del documento) e aprire la scheda Headers.
  6. Scorrere fino alla sezione Response Headers e compilare la matrice di verifica.
server: AkamaiGHost
strict-transport-security: max-age=31536000; includeSubDomains
x-frame-options: SAMEORIGIN
x-content-type-options: nosniff
content-security-policy: default-src 'self'; script-src 'self' https://trusted.cdn.com
Quesiti di verifica per la relazione dello studente
  • Header Server: Quale valore compare? Perché non compare Apache/2.4 o nginx/1.22? (Risposta: presenza di un reverse proxy WAF che effettua l offloading e nasconde l architettura origin).
  • Strict-Transport-Security (HSTS): Qual è il valore di max-age espresso in giorni? La direttiva include anche i sottodomini?
  • X-Frame-Options: Quale protezione garantisce il valore SAMEORIGIN contro gli attacchi di UI Redressing / Clickjacking?
  • X-Content-Type-Options: Perché il parametro nosniff è fondamentale per neutralizzare attacchi di tipo MIME-sniffing su file caricati dagli utenti?
Troubleshooting: Se nella scheda Network compaiono molteplici richieste dovute a redirect (es. da http:// a https://), selezionare sempre l ultima voce con codice di stato HTTP 200 OK per analizzare gli header definitivi della pagina servita.

Task 3: Mappatura Sottodomini con Certificate Transparency

Tag: crt.sh   |   Tag: Subdomain Enumeration

Ogni volta che una Certificate Authority (CA) emette un certificato TLS/SSL per un dominio, è obbligata a registrarlo pubblicamente nei log di Certificate Transparency (CT). Interrogare questi registri permette di individuare sottodomini riservati (es. portali di collaudo, VPN aziendali, console gestionali) senza inviare alcuna richiesta di risoluzione brute-force.

Istruzioni passo-passo:

  1. Aprire in Chrome il portale pubblico di consultazione registri: https://crt.sh.
  2. Nel campo di ricerca digitare il pattern wild-card: %.poste.it e premere Invio.
  3. Ordinare o scorrere i risultati osservando la colonna Matching Identities.
  4. Selezionare almeno 3 sottodomini che denotano ambienti operativi distinti (es. autenticazione, servizi API, sviluppo, storage cloud).
Tipologia di Sottodominio Trovato Esempio Rilevato Rischio di Sicurezza Associato
Autenticazione / Identity idp.poste.it oppure securelogin.poste.it Vettore critico esposto per attacchi di credenziali (credential stuffing, password spraying).
Endpoint API / Backend api-gateway.poste.it oppure mobile-api.poste.it Superficie per vulnerabilità applicative (Broken Object Level Authorization, mass assignment).
Ambienti Pre-Produzione test-staging.poste.it o dev-portal.poste.it Spesso configurati con credenziali di default o policy di protezione inferiori rispetto alla produzione.
Approfondimento: Nella scheda Security di Chrome DevTools su https://www.poste.it, fare clic su View certificate e consultare il campo Subject Alternative Name (SAN). Si noterà che molti dei sottodomini censiti su crt.sh compaiono raggruppati anche nel certificato attivo emesso dalla CA.

Consegna Richiesta: Struttura del Report Finale

Tag: Deliverable   |   Tag: Technical Report

Al termine dei 100 minuti ogni studente deve produrre un report sintetico strutturato in 4 sezioni operative:

  1. Scheda Target: Dominio, indirizzi IP pubblici emersi, fornitore di rete/ASN proprietario dell IP.
  2. Audit DNS: Tabella riassuntiva dei record A, MX e analisi dettagliata delle stringhe SPF e DMARC con giudizio sull efficacia anti-spoofing.
  3. Valutazione Headers: Tabella con l elenco dei Response Headers di sicurezza analizzati (HSTS, X-Frame-Options, CSP, Server), evidenziando se risultano implementati o mancanti.
  4. Mappatura Superficie Esterna: Elenco di 5 sottodomini identificati tramite crt.sh con classificazione del presunto scopo funzionale (API, portale clienti, mail, staging).
In Sintesi
  • L esercitazione dimostra come condurre una ricognizione etica, professionale e totalmente passiva impiegando esclusivamente il browser Chrome.
  • Google Admin Toolbox (Dig Web) funge da sonda DNS passiva che interroga i resolver mondiali di Google evitando qualsiasi contatto diretto con i server autoritativi dell azienda target.
  • L ispezione degli header di risposta via DevTools consente di rilevare la presenza di WAF/CDN perimetrali (Akamai) e di valutare le difese contro Clickjacking e MIME sniffing.
  • I registri pubblici di Certificate Transparency (crt.sh) espongono l inventario storico e attuale dei sottodomini aziendali senza generare alert di scansione.
Cosa hai imparato
  • Come impostare un laboratorio di ricognizione passiva conforme ai requisiti etici e legali.
  • Come analizzare record DNS complessi (MX, SPF, DMARC) tramite interfacce web senza usare il terminale.
  • Come decodificare i parametri architetturali e di sicurezza contenuti negli header HTTP di un portale di produzione.
  • Come documentare formalmente la superficie di attacco esposta di un infrastruttura in un report tecnico standard.

Parole chiave

I termini principali introdotti in questa guida sono:

Google Admin Toolbox Dig Web Chrome DevTools SPF HardFail DMARC Enforcement Reverse Proxy WAF Certificate Transparency Subject Alternative Names