Sicurezza Informatica

Audit DNS

Guida operativa e metodologica per l'audit dei record DNS, la diagnosi delle configurazioni di zona e l'analisi delle vulnerabilità tramite Google Admin Toolbox Dig.

Fondamenti dell'Architettura DNS e Superficie di Attacco

Tag: Architettura DNS   |   Tag: Superficie di Rischio

Il Domain Name System (DNS) costituisce l'infrastruttura critica su cui poggia l'intera raggiungibilità dei servizi di rete. Basato su un modello a database distribuito e gerarchico (Root Server, TLD Server, Server Autoritativi), una sua configurazione errata o debole espone l'intera organizzazione a vettori d'attacco severi quali Man-in-the-Middle, DNS Spoofing, dirottamento del traffico e intercettazione dei flussi email.

Eseguire un Audit DNS significa mappare, validare e verificare periodicamente la coerenza di tutti i Resource Record (RR) pubblicati per una specifica zona, garantendo riservatezza, integrità e disponibilità del dominio.

Attenzione: Spesso le configurazioni DNS ereditano record obsoleti relativi a servizi terzi dismessi (es. hosting cloud, piattaforme SaaS). L'assenza di pulizia periodica genera il fenomeno del Subdomain Takeover, in cui un attaccante registra nuovamente la risorsa orfana e prende pieno controllo del sottodominio.
Tipologia Record Funzione Tecnica Criticità tipica in fase di Audit
A / AAAA Mappatura hostname verso indirizzi IPv4 / IPv6 Esposizione involontaria di IP interni o interfacce di gestione riservate
CNAME Alias canonico verso un altro Fully Qualified Domain Name (FQDN) Puntamento a domini o bucket cloud scaduti (vulnerabilità di takeover)
NS Delega autoritativa dei name server per la zona Lame delegation, name server non sincronizzati o non protetti
MX Instradamento prioritario dei server di posta in ingresso Priorità mal configurate, server di fallback non aggiornati
TXT Attributi testuali generici, validazione domini e framework antispam Record SPF multipli o sintatticamente errati, chiavi DKIM deboli
SOA Parametri operativi primari della zona (serial, TTL, timer di refresh) Serial number non incrementati, timer di expire eccessivamente bassi

Strumenti Operativi: Google Admin Toolbox Dig e CLI

Tag: Google Admin Toolbox   |   Tag: Terminale Dig

Per condurre le verifiche di audit in modo indipendente dai server DNS configurati sulla scheda di rete locale (che potrebbero introdurre risposte alterate da cache locali o policy proxy aziendali), è prassi servirsi di resolver pubblici neutrali o suite di analisi cloud native.

Suite Web di Riferimento
Lo strumento primario impiegato per questo modulo è accessibile via browser al seguente endpoint:
https://toolbox.googleapps.com/apps/dig/.
Permette di interrogare direttamente i resolver ricorsivi Google Public DNS (8.8.8.8 / 8.8.4.4) su qualsiasi record arbitrario, eliminando il rumore della cache locale della postazione di lavoro.

Qualora sia necessario operare direttamente dall'infrastruttura server o da script automatici di audit, è possibile eseguire gli stessi comandi nativamente tramite terminale:

Utilizzo dell'utility standard dig (Domain Information Groper):

# Interrogazione specifica del record MX verso resolver 8.8.8.8
dig @8.8.8.8 example.com MX +noall +answer

# Interrogazione completa di tutti i record TXT con formattazione pulita
dig @8.8.8.8 example.com TXT +short

# Tracciamento gerarchico iterativo partendo dai Root Server
dig example.com +trace

Utilizzo di cmdlet PowerShell nativi per l'audit:

# Risoluzione record MX tramite resolver Google Public DNS
Resolve-DnsName -Name example.com -Type MX -Server 8.8.8.8

# Recupero di tutti i record di zona (Any query)
Resolve-DnsName -Name example.com -Type ANY -Server 8.8.8.8

Validazione delle Policy di Autenticazione Email

Tag: SPF   |   Tag: DKIM & DMARC

Uno degli ambiti più critici di un audit DNS riguarda l'ispezione dei record TXT deputati all'autenticazione della posta elettronica. L'assenza o la configurazione permissiva di tali parametri permette a soggetti malevoli di inviare email fingendosi il dominio legittimo (CEO Fraud, phishing mirato).

Protocollo Scopo Tecnico Pattern di Verifica Audit
SPF
Sender Policy Framework
Definisce la lista esaustiva degli indirizzi IP autorizzati a trasmettere posta a nome del dominio. Verificare che termini con ~all (SoftFail) o -all (HardFail). Non deve superare il limite massimo di 10 DNS lookup per non invalidare la query. Mai inserire più di un record SPF per zona.
DKIM
DomainKeys Identified Mail
Garantisce l'integrità del messaggio mediante firma asimmetrica verificabile tramite chiave pubblica su DNS. Interrogare il sottodominio selettore (es. selettore._domainkey.dominio.tld) verificando che la lunghezza della chiave RSA sia di almeno 2048 bit.
DMARC
Domain-based Message Authentication
Stabilisce l'azione da intraprendere (none, quarantine, reject) se SPF o DKIM falliscono, abilitando reportistica. Verificare il record TXT su _dmarc.dominio.tld. La policy ottimale di produzione deve tendere a p=reject con mail di telemetria attiva (rua=mailto:...).
Approfondimento sui limiti SPF: Il protocollo RFC 7208 impone che una singola valutazione SPF non generi più di 10 query DNS complessive (meccanismi include, a, mx, ptr, exists). Se il limite viene superato, i mail server riceventi sollevano l'eccezione PermError, invalidando di fatto l'autenticazione.

Laboratorio Pratico Guidato: Esecuzione di un Audit DNS

Tag: Procedura Step-by-Step   |   Tag: Diagnostica Google Toolbox

La seguente procedura descrive i passaggi metodologici per sottoporre ad audit un dominio d'esempio (utilizzeremo convenzionalmente scuola-digitale.edu.it) tramite l'interfaccia web di Google Admin Toolbox Dig.

Fase 1: Mappatura Name Server e Controllo Coerenza (Record NS)
  1. Accedere all'interfaccia Google Dig.
  2. Digitare nel campo di testo il nome del dominio target.
  3. Selezionare il pulsante di filtro NS.
  4. Annotare i server restituiti nella sezione di risposta.

Verifica di conformità: Devono essere presenti almeno due server autoritativi, posizionati preferibilmente su Subnet e Autonomous System (AS) differenti, per garantire tolleranza ai guasti.

Fase 2: Ispezione MX e Priorità dei Mail Exchanger
  1. Selezionare il filtro MX su Google Dig per il dominio in esame.
  2. Verificare i valori numerici di priorità associati a ciascun host.

Output atteso tipico:

10 mail.scuola-digitale.edu.it.
20 backupmx.scuola-digitale.edu.it.

Assicurarsi che gli indirizzi puntati siano FQDN validi (Record A) e mai record CNAME, come prescritto dalla RFC 2181.

Fase 3: Audit di Sicurezza su SPF e DMARC
  1. Interrogare i record TXT del dominio radice.
  2. Localizzare la stringa che inizia con v=spf1.
  3. Nel campo di input, digitare il percorso completo del record DMARC aggiungendo il prefisso: _dmarc.scuola-digitale.edu.it, mantenendo il filtro su TXT.

Esempio di output corretto e robusto:

# Risultato TXT del dominio:
"v=spf1 include:_spf.google.com ip4:195.120.40.10 -all"

# Risultato TXT di _dmarc.scuola-digitale.edu.it:
"v=DMARC1; p=reject; rua=mailto:dmarc-reports@scuola-digitale.edu.it; pct=100"
Esito di conformità DMARC: La presenza di p=reject garantisce che qualsiasi email che fallisca contemporaneamente SPF e DKIM venga rigettata a monte dai server SMTP mondiali, impedendo abusi d'identità.

Troubleshooting: Anomalie Ricorrenti ed Errori di Configurazione

Tag: Risoluzione Problemi   |   Tag: Errori Tipici

Anomalia Rilevata Causa Tecnica Azione Correttiva
CNAME and Other Data Violation È stato associato un record CNAME al vertice della zona (apex domain, es. dominio.tld) dove sono presenti SOA e NS. Sostituire il CNAME al vertice con un record A / AAAA (o usare record ALIAS / ANAME gestiti a livello di DNS provider).
Multiple SPF Records Esistono due o più record TXT che iniziano con v=spf1. Fondere tutti i meccanismi autorizzativi in un unico record SPF consolidato. Record SPF multipli causano invalidazione automatica.
Dangling DNS Records Record CNAME punta a un servizio cloud (AWS S3, GitHub Pages, Azure) la cui sottoscrizione o risorsa è stata cancellata. Rimuovere immediatamente il record CNAME obsoleto per prevenire il Subdomain Takeover.
TTL Eccessivamente Alto o Basso Time-To-Live configurato a valori sproporzionati (es. > 86400s per record volatili o < 60s su zone statiche). Impostare valori bilanciati: tipicamente 3600s (1 ora) per record standard o 300s in fase di migrazione pianificata.
In Sintesi
  • L'audit DNS è una procedura di sicurezza preventiva finalizzata alla mappatura e alla bonifica dei record di risoluzione di una zona.
  • L'utilizzo di resolver pubblici terzi come Google Admin Toolbox Dig previene gli errori indotti dalla cache DNS locale e permette diagnosi isolate.
  • I record critici per la sicurezza applicativa ed email sono primariamente NS, MX, TXT (contenenti SPF, DKIM, DMARC) e CNAME.
  • Le policy antispam richiedono massimo un record SPF (con limite stringente di 10 lookup) e una policy DMARC strutturata (p=quarantine o p=reject).
  • I record orfani verso servizi esterni dismessi espongono a vulnerabilità critiche di acquisizione illegittima del sottodominio (Subdomain Takeover).
Cosa hai imparato
  • A strutturare una metodologia completa di audit DNS per domini di secondo e terzo livello.
  • A interrogare in modo selettivo i Resource Record (A, AAAA, MX, NS, TXT, SOA) tramite tool web-based e command-line interface.
  • A interpretare e correggere i parametri di autenticazione email SPF e DMARC per la prevenzione dello spoofing.
  • A riconoscere le violazioni agli standard RFC come la collisione dei CNAME e le de-sincronizzazioni di zona.

Parole chiave

I termini principali introdotti in questa guida sono:

DNS Audit Resource Record Google Admin Toolbox Dig SPF DKIM DMARC Subdomain Takeover Resolver Ricorsivo